Secondo alcuni sostenitori la musica a 432 hertz è la musica dell’anima, del
sentimento. Essa risuona con le frequenze della vita stessa, del cuore,
del dna, rimettendoci in equilibro con l'Universo e permettendo anche la guarigione da alcune malattie. Tuttavia, questa musica oggi si è persa perchè si segue l’accordatura standard di 440hz, che rende le
frequenze incoerenti e dannose. Andiamo a scoprire questa teoria.
Tutto ha inizio da uno strumento molto
piccolo: il diapason. Comunemente indica una forcella d’acciaio, che se
percossa, oscilla ad una nota standard (440hertz=cicli al secondo). Il
diapason viene utilizzato come accordatura standard deglistrumenti
musicali ed in medicina come strumento per trasmettere le vibrazioni via
ossea e per effettuare diversi esami acustici. Piccoli diapason sono
inoltre stati utilizzati per alcuni orologi e per sistemi di sicurezza
come nella circolazione dei treni sulle reti ferroviarie.
Una volta il “diapason normale” era di
435Hz, nel 1881 però fu approvato dal Congresso dei musicisti italiani,
il “diapason scientifico” di 432hz perché considerato più armonico.
Tuttavia, nel 1939 i nazisti iniziarono ad utilizzare in Germania i 440hz. Gli inglesi volevano ufficializzarli in tutto il mondo, ma ci
riuscirono solo nel 1953, quando ad un congresso di musicisti a Londra,
decisero per maggioranza di voti che i 440 Hz dovevano diventare l’
intonazione internazionale. Molti musicisti francesi ed italiani
protestarono, ma non furono ascoltati. 23.000 musicisti francesi votarono in modo schiacciante a favore del LA a 432 cicli per secondo in un referendum indetto dal Conservatorio Nazionale di Parigi.
Al giorno d’oggi, la maggior parte degli
strumenti musicali vengono prodotti già adeguati a 440 Hz, mentre gli
strumenti di una volta venivano accordati di fabbrica a 432 Hz. Secondo
molti amanti della musica, l’ accordo e il brano a 432 Hz risulta iù
morbido, luminoso e migliore dello stesso accordo generato a 440 Hz.
Sembra, inoltre, che la musica a 432 Hz si ascolti a volumi di
amplificazione inferiori, danneggiando di meno l’udito.