Arrestato il latitante Fabrizio Corona. "Sono arrivato adesso in Portogallo dopo 4 giorni di viaggio, mi sto consegnando spontaneamente alle autorità portoghesi" ha affermato Fabrizio Corona in un videomesaggio su Facebook. E nella mattinata si è costituito, o come afferma la Polizia, si è arreso nella capitale Lisbona. Dopo la condanna a 5 anni per l'estorsione ai danni di Trezeguet, Corona era sparito a Milano venerdì scorso. L'ultimo avvistamento era stato in Francia, dove aveva cercato l'espatrio. Francia, Spagna e Portogallo erano i Paesi sui quali le autorità si erano concentrate, in quanto Corona aveva dei conoscenti capaci di aiutarlo. Le autorità erano sulle sue tracce e forse sentendosi braccato, senza possibilità di vittoria, si è deciso a consegnarsi.
Trieste: sventata fuga filmica dal carcere. Come nei migliori film d'azione, era stato progetatto un piano di evasione spettacolare. Traffico di droga ed armi come trama di sottofondo; mentre un elicottero pronto a prelevare due detenuti dal cortile del carcere di Tolmezzo durante la pausa d'aria giornaliera come scena clou. Un finale mozzafiato se la polizia non avesse scoperto tutto, condannando i colpevoli e coloro che si erano fatti corrompere.
E' un parallelo invisibile dove la vita concreta, la cultura, la scienza, la musica e il cinema si confrontano e, a volte, si scontrano con l'immaginazione del nostro mondo interiore. Così, diventiamo dei giramondi, viaggiatori instancabili tra le mille realtà di questo Mondo.
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mercoledì 23 gennaio 2013
Cronaca: giornata di fughe finite male, da Lisbona con Corona a Trieste
venerdì 9 novembre 2012
Film: Centro Historico
CENTRO HISTORICO
film portogese di Aki Kaurismaki, Pedro Costa, Victor Erice, Manoel de Oliveira. Sezione CineMaxxi.
Viene raccontata Guimaraes, città dove è nata la nazione portogese. Il film è diviso in 4 sezioni: Tavern Man (storia di un vecchio locandiere solitario), Sweet Exorcist (dentro la psicosi di un anziano prima del trapasso), Broken Windows (documentario storico su una delle più grandi industrie tessili europee), The Conquered Conqueror (sul primo Re del Portogallo).
Ogni parte è totalmente diversa dalle altre come stile. Nella prima l'impatto fotografico delle ombre è sublime; nella seconda la follia viene a prendere lo spettatore. Ancora, il terzo spezzone racconta fatti d'altri tempi con una nostalgia romantica mischiata ad un forte ammonimento per il nostro presente. Infine nell'ultima parte, la statua del Re pare diventare reale mentre ci osserva.
"La ruota della vita non gira mai da sola"..genitori, figli e nipoti ripercorrono spesso lo stesso percorso.
Lavorare una vita, ma non conoscere mai la felicità. Solo una triste allegria.
Lavorare con dignità nella povertà assoluta.
La depressione in cui cadono coloro che hanno sempre vissuto solo per lavorare.
Tutto questo stride con la situazione occupazionale e sociale contemporanea: senza lavoro, senza dignità, con un benessere diffuso, ma ancora incapaci di afferarre la felicità.
film portogese di Aki Kaurismaki, Pedro Costa, Victor Erice, Manoel de Oliveira. Sezione CineMaxxi.
Viene raccontata Guimaraes, città dove è nata la nazione portogese. Il film è diviso in 4 sezioni: Tavern Man (storia di un vecchio locandiere solitario), Sweet Exorcist (dentro la psicosi di un anziano prima del trapasso), Broken Windows (documentario storico su una delle più grandi industrie tessili europee), The Conquered Conqueror (sul primo Re del Portogallo).
Ogni parte è totalmente diversa dalle altre come stile. Nella prima l'impatto fotografico delle ombre è sublime; nella seconda la follia viene a prendere lo spettatore. Ancora, il terzo spezzone racconta fatti d'altri tempi con una nostalgia romantica mischiata ad un forte ammonimento per il nostro presente. Infine nell'ultima parte, la statua del Re pare diventare reale mentre ci osserva.
"La ruota della vita non gira mai da sola"..genitori, figli e nipoti ripercorrono spesso lo stesso percorso.
Lavorare una vita, ma non conoscere mai la felicità. Solo una triste allegria.
Lavorare con dignità nella povertà assoluta.
La depressione in cui cadono coloro che hanno sempre vissuto solo per lavorare.
Tutto questo stride con la situazione occupazionale e sociale contemporanea: senza lavoro, senza dignità, con un benessere diffuso, ma ancora incapaci di afferarre la felicità.
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