IL PESCIOLINO NELL’ACQUARIO
Libertà, quale sublime parola! Chi non desidera essere libero? Se poi andiamo
a coniugare Libertà con la parola Democrazia rischiamo addirittura di sfiorare
l'apoteosi! Eh già, come sei disarmantemente ingenuo, mio piccolo uomo occidentale,
nel tuo autoconsiderarti evoluto e moderno in quanto libero e democratico, nel tuo
autoproclamarti moderato e progressista in quanto, giustamente e doverosamente,
riformista. Libertà e Democrazia: belle e nobili parole davvero! A volte ti verrebbe
quasi voglia di pronunciarle ad alta voce, non è vero? Con la schiena ben dritta e lo
sguardo fiero, come se mirassi lontano, verso un punto fisso e luminoso stagliatosi
all'orizzonte. Anima mia bella davvero credi di essere libera e democratica? Orsù, che
cos'è la Libertà? Personalmente credo di sapere al limite cosa non sia, per cui posso
provare a rispondere raccontandoti una storiella:
“C'era una volta un pesciolino variopinto, nato e cresciuto all'interno di un acquario
insieme a tanti altri pesciolini. La sua vita si svolgeva più o meno serenamente
all'interno di questo acquario: la qualità dell'acqua era piuttosto buona, la vegetazione
abbondava, il mangime non scarseggiava e ogni pesciolino aveva compreso nel
tempo, più o meno bene, quali erano i rapporti gerarchici esistenti all'interno di
questo spazio, per cui ognuno cercava di ricoprire il ruolo di sua competenza nel
migliore dei modi, senza recar danno agli altri. E così la vita del nostro pesciolino
variopinto continuava, più o meno piacevolmente, ogni anno, ogni mese e ogni
giorno, nello stesso identico modo. Certo, ogni tanto succedeva anche qualche
imprevisto: un giorno ad esempio il pesce-pulitore non si sentì bene, almeno così
sostenne, e così i rifiuti e gli scarti cominciarono a fluttuare nell'acqua
imputridendola; un altro giorno i pesci-palla invasero prepotentemente alcuni territori
non di loro competenza, lasciando così a digiuno interi gruppi di altri pesci; un
giorno poi il nostro rischiò persino di invaghirsi di una pesciolina maculata che
nuotava leggera leggera a poche boccate da lui, ma ragionando si convinse in pochi
guizzi che non valeva proprio la pena scuotere quel suo equilibrio ormai così stabile e
rassicurante. Il grande evento che vivacizzava la vita di questo acquario, per molti
versi così ripetitiva e monotona, era rappresentato, ogni cinque anni, dall'elezione del
grande consiglio dei pesci e soprattutto dalla nomina del grande pesce-capo.